RESPIRO E ARTE

Dove c’è respiro, c’è dialogo

Il respiro, così come lo comprendiamo in Atem-Tonus-Ton, è innanzitutto un racconto di noi stessi: un flusso continuo che rivela il nostro stato interiore e mette in relazione il nostro spazio interno con l’esterno e con l’altro. Può assumere forme diverse a seconda della disciplina artistica in cui ci immergiamo, ma parte sempre dall’ascolto profondo di ciò che non è ancora udibile o visibile ma è già vivo dentro di noi.

In musica, l’altro si traduce nel brano o nell’improvvisazione che scegliamo, nello strumento che suoniamo, nell’ensemble, nel rapporto tra noi e il direttore d’orchestra che forgia e guida. Il respiro crea connessioni sottili tra un’espressione e l’altra, diventando voce e suono, dando respiro all’ensemble e alla forma musicale. E nel silenzio è il respiro che canta.

Nel teatro, l’altro è l’attrice accanto a noi, il regista o il testo da interpretare. È il pubblico che lasciamo entrare coltivando la nostra recettività, creando così direzioni di reciproco ascolto nelle quali costruire la presenza. Attraverso il lavoro con il respiro possiamo restituire corpo e suono alla parola per non lasciare che il senso la soffochi.

Nelle arti visive classiche, l’altro è il materiale che trattiamo. Ogni gesto, ogni pennellata o modellatura, nasce da un movimento generato dal respiro. Lasciando che il respiro apra lo spazio, il corpo dialoga con la materia, imprimendo tracce di sé. Ma anche nelle arti che si esprimono in spazi virtuali il respiro ci riporta al contatto con la materia di cui siamo fatti, impedendo di perderci in una mera cerebralità.

Nella danza l’altro è il compagno di scena, la coreografa, lo spazio stesso. Il respiro definisce questo spazio, coordina l’alternanza di tensione e rilascio, sostiene il passo, trasforma il movimento in espressione emotiva.

In tutte queste forme d’arte, l’ascolto del proprio respiro e dell’espressione che ne scaturisce sotto forma di suono, parola o gesto è il presupposto essenziale. Dall’ascolto nasce non solo l’azione, ma anche la reazione creativa a ciò che viene proposto, alimentando un dialogo vivo tra noi, l’altro e il mondo che abitiamo.

Esplorare, conoscere, ampliare il respiro nei nostri seminari rappresenta una strada per la costruzione di una presenza recettiva e aperta.